Ventilazione meccanica controllata (VMC): quanto consuma?

By Petalo In News No comments

Continuiamo con la nostra rubrica dedicata ai sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC). Dedicheremo il corrente articolo all’analisi di quanto consuma un impianto VMC, argomento tanto richiesto dai soggetti interessati ad installare questa tecnologia.

Prima di capire quanta energia richiede il funzionamento di un impianto di ventilazione meccanica controllata, riprenderemo brevemente nei prossimi paragrafi gli argomenti affrontati negli articoli precedenti dedicati al tems, così da avere ben chiaro l’argomento di cui stiamo parlando.

“Dove eravamo rimasti?”, ovvero cos’è la ventilazione meccanica controllata (VMC)?

Nelle ultime settimane ci siamo concentrati sulla tecnologia VMC, sempre più diffusa negli edifici moderni. La ventilazione meccanica, infatti, ha lo scopo di garantire un corretto ricambio d’aria negli ambienti indoor, eliminando il ristagno dell’umidità e prevenendo le conseguenze di quest’ultima, quali la formazione di muffa e condensa sulla superficie delle pareti. Come abbiamo visto negli articoli precedenti, questa tecnologia sostituisce la cattiva abitudine di aprire le finestre per cambiare aria. Tale gesto permette l’ingresso del freddo nelle stagioni invernali del caldo in quelle estive, favorendo notevolmente lo spreco di energia termica prodotta e diffusa nell’abitazione nell’arco della giornata.

Nelle strutture moderne, che devono rispettare i requisiti degli edifici ad energia quasi zero, la ventilazione meccanica controllata è indispensabile. Inoltre, la VMC è utile anche nelle situazioni di forte umidità che molto spesso si presentano nelle vecchie case. In questi casi, le basse temperature e la forte umidità causano la crescita di muffa sui muri. La potente azione della ventilazione meccanica riesce a contrastare questo fenomeno, evitando la diffusione di batteri malsani all’interno degli ambienti.

È fondamentale riconoscere l’importanza del sistema di ventilazione meccanica controllata, che mira a garantire la salubrità dell’aria respirata all’interno degli ambienti chiusi. In una società come quella odierna, che passa in media il 90% del proprio tempo in locali chiusi, diventa importantissimo per la propria salute controllare la qualità dell’aria che respiriamo, soprattutto quando si parla di locali interni. La ventilazione meccanica controllata svolge un lavoro essenziale in tal senso, poiché è dotata di filtri che purificano il flusso di aria in ingresso, bloccando gli inquinanti esterni come la polvere, i batteri e lo smog.

In uno degli articoli sul tema, abbiamo anche analizzato i principali vantaggi e svantaggi di questo sistema. In sintesi, dal bilancio complessivo abbiamo messo in luce come i vantaggi di questa tecnologia siano nettamente superiori agli svantaggi. Questi ultimi, infatti, sono correlati principalmente a vincoli di realizzazione, superabili con un’attenta progettazione preventiva da parte di un tecnico competente.

Quanta energia consuma la ventilazione meccanica controllata (VMC)?

In questo articolo vorremmo soffermarci sull’analisi di quanto consuma un impianto di ventilazione meccanica controllata, in termini di energia elettrica. Infatti, sono in molte le persone che, prima di installare un impianto di ventilazione meccanica, vogliono capire chiaramente quali sono i consumi e quanto incidono sulla bolletta dell’energia. Prima di fare un investimento su un impianto tecnologico bisogna sempre avere consapevolezza, sia degli oneri iniziali di installazione, sia dei costi di gestione e di funzionamento del macchinario nel corso del suo ciclo vita.

Quanto consuma e come funziona la ventilazione meccanica controllata?

Innanzitutto, è fondamentale sapere che il consumo energetico di qualsiasi impianto tecnologico dipende dalla sua modalità di utilizzo.

Per cercare di comprendere meglio il concetto possiamo fare un’analogia con gli impianti termici per il riscaldamento. Questi sistemi operano efficientemente se fatti funzionare in modo costante e senza interruzioni durante tutto l’arco della giornata. Anche la temperatura non deve essere troppo elevata. Nonostante ciò, molte persone si ostinano a settare la caldaia alle massime temperature, facendola funzionare solo in ore serali, per recuperare sul freddo accumulato dalla casa durante la giornata. Un tempo, quando le tecnologie non erano ancora così avanzate, questo era l’unico modo per riscaldare gli edifici. Questo sistema portava tuttavia ad avere costi in bolletta davvero alti. Oggi, grazie alla programmazione degli impianti anche da remoto, è possibile optare per un funzionamento alle basse temperature distribuito durante le varie ore del giorno. In questo modo la caldaia lavora costantemente durante la giornata, anche mentre di è fuori casa e al proprio rientro non c’è bisogno di farla funzionare alla massima potenza. Evitare questi picchi di funzionamento, alternati ad interruzioni, diminuisce notevolmente la quantità di energia necessaria per far funzionare l’impianto. Il risultato finale si vede nella bolletta, i cui costi diminuiscono drasticamente.

Si può fare lo stesso discorso in merito all’energia che consuma un impianto di ventilazione meccanica controllata. Il consumo, infatti, dipende molto dall’utilizzo della persona che occupa l’edificio. I sistemi più evoluti sono già progettati per un funzionamento continuo (24 ore) alla minima velocità impostabile. L’aumento di velocità avviene tramite intervento manuale da parte dell’utente, che sceglie di incrementare il flusso di energia scambiata, consentendo l’aumento proporzionale del consumo elettrico. L’innalzamento della potenza può anche partire automaticamente, se il sistema VMC è dotato di umidostato e quest’ultimo rileva una percentuale di umidità superiore alla soglia prevista. In questo caso, ci saranno maggiori consumi giustificati dal fatto che il clima interno non è salubre e la macchina deve lavorare di più per ricambiare l’aria. Generalmente, è buona norma, anche per gli impianti di ventilazione meccanica controllata, prevedere un funzionamento continuo e costante nel tempo. Come vedremo nei prossimi paragrafi, con un uso continuativo della macchina i costi per l’utilizzo sono molto bassi e facilmente sostenibili.

Come stimare i consumi e i costi

In questo paragrafo forniremo dei dati reali e concreti, in un esempio con numeri semplici ma esplicativi. Fare una stima dei consumi di un qualsiasi impianto infatti non è complicato: basta leggere i dati presenti sulla scheda tecnica del prodotto ed applicare delle formule elementari.

Prendiamo come esempio uno dei nostri sistemi installati recentemente: l’unità di ventilazione meccanica controllata doppio flusso, con recupero di calore Elicent REC 320.

Estratto di scheda tecnica prodotto Elicent REC 280-320

Consultando il documento tecnico della macchina è possibile notare che il sistema in questione fa parte della classe energetica A: ciò implica un buon livello di efficienza e di risparmio energetico.

A partire dalle informazioni riporta nella seguente tabella, invece, è possibile ad analizzare i dati prestazionali del sistema di VMC in questione:

Dati prestazionali Elicent REC 280-320

Il dato da osservare è la potenza dei motori, in questo caso di 70 Watt, ossia 0,07 kW.

N.B: Questo valore è altamente cautelativo: infatti corrisponde alla potenza massima della macchina. Tuttavia, la macchina lavora raramente alla potenza massima; generalmente la potenza si attesta ad un valore stimato di 0,05 kW. In questo esempio teniamo in considerazione il valore di 0,07 kW di potenza massima, poiché è la cifra indicata sui dati prestazionali Elicent. Però non dimentichiamoci di questa affermazione, perchè il costo annuo di funzionamento verrà, di conseguenza, leggermente più alto rispetto a quanto effettivamente sarà nel funzionamento reale. 

Fatta questa breve parentesi, ritorniamo al nostro calcolo: 0,07 kW si riferisce alla potenza istantanea, che è opportuno trasformare in energia consumata nel tempo.

Per ottenere ciò basta moltiplicare la potenza per le ore di utilizzo. Ipotizziamo un funzionamento continuo durante tutto l’arco della giornata e applichiamo la seguente formula:

ENERGIA CONSUMATA (kWh)= POTENZA (kW) x ORE DI UTILIZZO (h)

e otteniamo

ENERGIA CONSUMATA (kWh)= 0,07 kW x 24h x 365 = 613,20 kWh

Il risultato ottenuto corrisponde al consumo annuo di energia elettrica della macchina.

Per stimare quanto incidono in bolletta questi consumi bisogna considerare il costo medio dell’energia elettrica di 0,25 €/kWh (comprensivo dei costi fissi derivanti dagli oneri e dal dispacciamento). In ogni caso, il costo utilizzato nel calcolo è puramente indicativo. Attualmente, infatti, il mercato dell’energia elettrica offre numerose soluzioni, anche meno onerose.  Applichiamo la seguente formula per calcolare i costi annuali:

COSTO ANNUO FUNZIONAMENTO VMC (€)= CONSUMO ANNUO (kWh) x COSTO ENERGIA (€/kWh)

e otteniamo

COSTO ANNUO FUNZIONAMENTO VMC (€)= 613,20 kWh x 0,25 €/kWh= 153,30 €

Come è possibile notare da questi passaggi, stimare il costo di un impianto di ventilazione meccanica controllata è molto semplice!

Conclusioni

In questo articolo abbiamo provato a spiegare, nel modo più semplice possibile, quanto sia conveniente un impianto di ventilazione meccanica controllata. I costi, infatti, sono davvero bassi, se confrontati con vantaggi garantiti da questa tecnologia.

Inoltre, a questi oneri va aggiunto il risparmio energetico generato dal fatto che non sarà più necessario aprire le finestre per cambiare aria. Questa azione, per quanto possa sembrare poco impattante, disperde notevolmente gran parte dell’energia termica prodotta dall’impianto di riscaldamento, aumentano, di conseguenza, i costi della tua bolletta. Con la VMC non è necessario arieggiare. In questa tecnologia il flusso d’aria in uscita si incontra nel recuperatore di calore con il flusso in ingresso, scambiando l’energia termica ed evitando sprechi energetici.

Se per far funzionare un impianto di ventilazione meccanica, si utilizza l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico, il risparmio energetico complessivo è ancora maggiore. Questa tecnologia, oltre ad essere indispensabile, è anche economicamente sostenibile e porta ad un notevole e percepibile miglioramento della qualità dell’aria interna.

Per qualsiasi informazione su questo tipo di tecnologia e per avere un preventivo, non esitare a contattarci!