Rinnovabili: firmato il decreto FER1 per i nuovi incentivi
Finalmente è arrivata la notizia che il settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili aspettava da tanto: la firma e la consegna alla Corte dei Conti del decreto FER1 da parte dei ministri della Repubblica Luigi Di Maio e Sergio Costa, rispettivamente Ministro dello Sviluppo Economico e Ministro dell’Ambiente.
Il provvedimento ha come obiettivo quello di reintrodurre e disciplinare nuovi incentivi per le fonti rinnovabili, in linea con i target europei del 2030 fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Il Mise ha spiegato in una nota che il decreto dovrebbe portare a incrementi della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh, ottenibili dalla realizzazione di impianti con potenza complessiva di circa 8.000 MW. Gli investimenti, in tal senso, si stima possano raggiungere il valore di 10 miliardi di euro.
Nei giorni scorsi il decreto è stato approvato dalla Commissione Europea e, prima di raggiungere la Corte dei Conti, è stato in parte modificato dai tecnici ministeriali. Infine, lo scorso 12 Agosto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Cosa prevede il Decreto FER1?
Il contenuto del provvedimento descriverà nel dettaglio gli incentivi che supporteranno la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. Questi ultimi dovranno presentare caratteristiche ben precise per essere classificati come prioritari ed avere diritto agli incentivi. Verrà data la priorità a:
- impianti fotovoltaici che vanno a sostituire totalmente tetti in amianto. In particolare, verranno privilegiate le richieste riguardanti edifici pubblici (scuole, ospedali e edifici della pubblica amministrazione);
- impianti installati su cave dismesse, discariche in disuso e su siti di interesse nazionale ai fini della bonifica;
- tutti gli impianti connessi con le colonnine per la ricarica delle auto elettriche (a patto che la potenza di ciascuna colonnina sia di almeno 15 kE e la potenza di ricarica non sia inferiore del 14% a quella dell’impianto);
- impianti idroelettrici, che rispettino le caratteristiche costruttive del DM 23 giugno 2016;
- impianti alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato.
Impianti ammessi all’incentivo
Potranno beneficiare dei meccanismi di incentivazione previsti dal decreto FER1, previa partecipazione ai bandi e alle procedure pubbliche per la selezione dei progetti, gli impianti a fonti rinnovabili indicati nell’allegato 1 del testo del decreto, ossia:
- impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1 MW;
- impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la misurazione del valore della potenza dopo l’intervento sia inferiore a 1 MW rispetto alla stessa misurazione realizzata prima dell’intervento;
- impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1 mW.
Il bando è aperto anche agli aggregati di impianti appartenenti al medesimo gruppo. Tuttavia questi ultimi dovranno avere una potenza unitaria superiore a 20 kW, purchè la potenza complessiva dell’aggregato non sia superiore ad 1 MW. Gli impianti di potenza uguale o maggiore a 1 MW per accedere agli incentivi dovranno seguire una procedura di asta a ribasso nei limiti dei contingenti di potenza.
Restano esclusi gli impianti che hanno già usufruito degli incentivi per fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, come previsto dal DM 23 giugno 2016, o risultanti idonei, ma inseriti in posizione non utile nei registri.
Una nota importante è che sono ammessi esclusivamente impianti fotovoltaici di nuova costruzione, ovvero dovranno sorgere su siti in cui non è presente nessun impianto da almeno 5 anni. Inoltre, gli impianti fotovoltaici incentivati dovranno essere realizzati con componenti di nuova costruzione: non saranno ammessi gli impianti in cui sono stati utilizzati moduli di seconda mano, provenienti da altri impianti fotovoltaici.
Quanto vale l’incentivo?
Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, le tariffe offerte da questo meccanismo di incentivazione sono quelle specificate di seguito:
- 10,5 cent/kWh fino a 100 kW
- 9 cent/kWh fino a 1 MW
- 7 cent/kWh per impianti con potenza superiore ad 1 mW.
Se l’impianto fotovoltaico in questione viene realizzato contemporaneamente ad un intervento di rimozione dell’amianto in copertura, il premio sale di 1,2 cent/kWh (fino a 1 mW) sulla quota totale di energia prodotta, compresa quella autoconsumata.
Le tempistiche del decreto FER1
Il sistema di accesso a questo tipo di incentivo ricorda, per certi versi, quello del primo conto energia. Infatti, si tratta di una procedura a registri suddivisa in varie sessione. La prima opportunità per richiedere l’accesso agli incentivi sarà il 30 settembre 2019, e si prolungherà per 30 giorni. Una volta presentata la domanda, bisognerà attendere la pubblicazione della graduatoria da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che avverrà dopo 90 giorni. Si susseguiranno poi altre finestre per la presentazione della domanda con lo stesso metodo dei 30 giorni di tempo per fare richiesta.
Di seguito è riportato il calendario con l’indicazione delle date in cui è possibile fare richiesta di partecipazione ai Registri o alle Aste:

Calendario di richiesta per la partecipazione ai Registri o alle Aste
La durata
Ad oggi, la durata degli incentivi non è ancora stata fissata con precisione: questo significa che non è attualmente noto se gli incentivi, a favore di chi fa questi lavori, dureranno dieci o venti anni. Certo è che la quota massima di incentivi erogabili, prevista dal Decreto FER1, è pari a 5,8 miliardi di euro. Una volta terminate queste liquidità il meccanismo cesserà la sua funzione.
Cauzioni previste
Il provvedimento FER1 prevede anche delle cauzioni per gli impianti con potenza compresa tra i 100 kW e 1 MW. Essa ha un valore del 2% del costo previsto dal GSE pari a 1000 €/kW.
Facciamo un esempio concreto per comprendere meglio quanto esplicitato:se si sceglie di installare un impianto avente una potenza di 500 kW, sarà necessario versare una cauzione provvisoria di € 5.000 e definitiva di € 10.000. Tale cauzione verrà svincolata nel momento in cui l’impianto entrerà in funzione.

Preparati al meglio per il decreto FER1
Nell’attesa che il GSE fornisca ulteriori chiarimenti in merito al decreto FER1, noi iniziamo a prepararci per gestire al meglio le richieste di accesso a questa nuova forma di incentivazione. Essa sarà sicuramente vantaggiosa per tutti coloro che vogliono investire nell’energia rinnovabile. Tuttavia, ci teniamo a ricordare che, anche senza il decreto FER1, il fotovoltaico è già la fonte energetica più economica rispetto a qualsiasi altra tecnologia elettrica. Questo è dovuto anche al notevole abbassamento dei costi di realizzazione per impianti di media/grossa taglia.
Precisiamo inoltre che il decreto non ha a che fare con chi vuole installare piccoli impianti fotovoltaici, con potenze inferiori ai 20 kW. Il motivo è che per questi ultimi impianti è già presente la detrazione fiscale al 50%. Grazie ad essa e al meccanismo dello Scambio Sul Posto è possibile garantire a chi vuole installare un piccolo impianto fotovoltaico, un rientro nell’investimento iniziale in tempi ragionevoli.
